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Patto per l'Export: misure a sostegno delle aziende italiane.

Data:

08/09/2020


Patto per l'Export: misure a sostegno delle aziende italiane.

Con il “Patto per l’Export”, firmato lo scorso 8 giugno alla Farnesina, il Governo italiano ha avviato una nuova strategia di rilancio dell’export e dell’internazionalizzazione delle imprese quale motore per la ripresa dell’Italia all’uscita della fase più acuta della pandemia da COVID-19.

SIMEST, la società del gruppo Cassa Depositi e Prestiti che fornisce sostegno finanziario all’internazionalizzazione delle nostre imprese, in particolare alle PMI, è stata chiamata a svolgere un ruolo centrale nell’attuazione di questa ambiziosa strategia.

Dei quasi 2 miliardi di euro ad oggi mobilitati, da ultimo c.d. Decreto Agosto, 1 miliardo e 260 milioni (360 dei quali per quote di interventi a fondo perduto) sono stati infatti stanziati per il rifinanziamento del Fondo 394, gestito da SIMEST per conto del MAECI per erogare finanziamenti agevolati a supporto dell’internazionalizzazione delle imprese. Questi strumenti, oltre ad esser stati fortemente potenziati, con una dotazione quadrupla rispetto al 2019, sono stati profondamente rinnovati, per diventare più facilmente accessibili e soddisfare un ventaglio completo di esigenze delle imprese. Sono, in definitiva, molto più che meri prodotti finanziari: si tratta di strumenti concreti, concepiti per accompagnare passo dopo passo le imprese italiane nel loro processo di internazionalizzazione.

Sono 7 le tipologie di finanziamenti per l’internazionalizzazione, tutti accessibili online, che SIMEST offre a tasso agevolato alle imprese:

1. “Patrimonializzazione PMI”: finanziamenti fino a 800.000 euro richiedibili anche senza una specifica destinazione d’uso. Una vera e propria iniezione di liquidità a medio lungo termine (6 anni) che rafforza la solidità patrimoniale di cui l’impresa ha bisogno per espandersi all’estero;

2. “Temporary Export Manager”: finanziamenti fino a 150.000 euro per consentire alle imprese di inserire al proprio interno figure professionali specializzate, come un “Temporary Export Manager”, fondamentali per valutare rischi e opportunità dell’ingresso in un mercato estero;

3. “E-commerce”: finanziamenti fino a 450.000 euro per aiutare le imprese ad inserirsi all’interno di marketplace digitali e piattaforme di e-commerce;

4. “Fiere, mostre e missioni di sistema”: finanziamenti fino a 150.000 euro per coprire i costi di partecipazione (aree espositive, spese logistiche, etc.) a missioni di sistema, fiere e mostre internazionali all’estero e anche in Italia;

5. “Studi di fattibilità”: finanziamenti fino a 350.000 euro per commissionare, a esperti qualificati, studi che permettano di valutare un investimento produttivo e commerciale in un Paese estero;

6. “Inserimento mercati internazionali”: finanziamenti fino a 4 milioni di euro per aprire un ufficio, uno showroom, un negozio, un corner o un centro di assistenza post-vendita in un Paese estero;

7. “Programmi di assistenza tecnica”: finanziamenti fino a 300.000 euro per formare il proprio personale all’estero.

Tra le principali innovazioni merita segnalare la possibilità, per le imprese, di ricevere fino al 50% del finanziamento a fondo perduto, con la possibilità di rimborsare la parte restante a medio-lungo termine e ad un tasso particolarmente agevolato (10% del tasso di riferimento UE). Inoltre, fino a dicembre 2020, le imprese potranno richiedere un finanziamento senza la necessità di prestare garanzie o fideiussioni bancarie, con una consistente semplificazione e accelerazione dell’iter di concessione. Altra importante novità è che le risorse potranno essere utilizzate anche per progetti in Paesi europei, prima esclusi dall’operatività dello strumento, e per la partecipazione a fiere e mostre internazionali che si svolgono anche in Italia.

Esistono poi altre due categorie di prodotti di SIMEST per le imprese: la partecipazione al capitale di joint venture all’estero e i contributi in conto interesse nei crediti all’esportazione a valere sul Fondo 295.


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